“Caldo anomalo”: le conseguenze del cambiamento climatico sugli ecosistemi

Un pò tuttə ci siamo accortə del caldo che ha fatto fino a novembre inoltrato. Molte persone erano felici di questo perché si poteva ancora andare al mare, uscire con t-shirt a mezze maniche, non era necessario accendere il riscaldamento, etc. Purtroppo però, questa condizione non è così positiva per il nostro Pianeta e per l’essere umano.

Il calore accumulato nel bacino del Mediterraneo, scontrandosi con l’infiltrazione di correnti fredde che aumentano con l’avvicinarsi dell’inverno, ha generato forti grandinate, piogge torrenziali e alluvioni che nel corso degli anni saranno sempre più frequenti.

Questo caldo anomalo ha delle ripercussioni anche su specie vegetali e animali che ci circondano.

Un esempio sono i ricci (Erinaceus europaeus) che tardano ad andare in letargo e anzi, hanno anche delle cucciolate tardive (cuccioli che nascono in autunno inoltrato invece che in primavera e estate). Questi cuccioli non hanno poi la giusta età ed il giusto peso per affrontare il freddo che arriva all’improvviso e di conseguenza muoiono.

Gli uccelli hanno intrapreso più tardi le migrazioni perché percepivano ancora il caldo e il freddo improvviso li ha colti impreparati, non permettendo loro di prepararsi al meglio per raggiungere i luoghi dove trascorrere l’inverno.

Le ripercussioni ci sono anche su alcune specie vegetali che sono fiorite a causa del caldo: la fioritura richiede un dispendio energetico elevato, energia che la pianta poteva conservare per la primavera considerando che i frutti non arriveranno mai al termine della maturazione perché il freddo interromperà questo processo.

Altri problemi li abbiamo nel mondo marino: il mar Mediterraneo si sta scaldando sempre di più, causando squilibri tra gli organismi vegetali e animali.

Queste ondate di caldo portano a vaste morie di molte specie vegetali e animali che vivono sui fondali. Ci sono da analizzare anche i cambi di distribuzione di alcune specie.

Per esempio nel mar Adriatico a novembre erano ancora presenti sotto costa specie che solitamente si trovano in estate come il pesce serra (Pomatomus saltatrix) e la leccia amia (Lichia amia).

Di questo caldo ne giovano però quegli organismi che vengono definiti termofili, ossia amanti del caldo quali le zanzare tigre (Aedes albopictus), che ci hanno punto fino all’altro giorno, oppure in mare il pesce pappagallo (Sparisoma cretense) e la donzella pavonina (Thalassoma pavo). Questi pesci sono originari del mar Mediterraneo ma negli ultimi anni, a causa delle temperature che aumentano e del caldo che si protrae sempre più a lungo, stanno aumentando nel numero di individui, a discapito delle specie che vivono a temperature più basse.Ormai il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tuttə e non possiamo far altro che agire. Ognunə può fare la differenza!


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Francesca Trenta

Contributor TerraBlog

Laureata in Tutela e Benessere Animale e in Biologia Marina. Dal 2016 si occupa di fare ricerche sulla fauna selvatica e di divulgazione, sia tramite i canali social che con incontri in presenza.

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