Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne: perché (purtroppo) è ancora necessaria?

Tantissime persone non vedono l’ora che arrivi il 25 novembre per via del Black Friday, un giorno che rispecchia perfettamente la cultura consumista in cui siamo immersə.

Il Black Friday infatti, è un giorno di grandi offerte, in cui si fanno spese folli perché “tanto costa tutto poco” e spesso e volentieri si finisce per comprare cose di cui non abbiamo davvero bisogno.

Personalmente penso che questo giorno non dovrebbe essere pubblicizzato così tanto, non solo perché rappresenta l’antitesi della sostenibilità, ma soprattutto perché il 25 novembre è una giornata molto più importante e densa di significato.

Il 25 novembre è infatti la giornata internazionale contro la violenza sulle donne

E per quanto detesti il Black Friday credo che sarebbe comunque molto più bello essere felici e spensierati tra le corsie di un centro commerciale a fare shopping piuttosto che essere qui, con un peso incredibile sullo stomaco, a ricordare quanto la violenza di genere e la disparità siano ancora radicati nella nostra società.

Eppure è fondamentale farlo, è fondamentale ricordare oggi più che mai le vittime di abusi e femminicidi.

Se vi state chiedendo perché è stato scelto proprio il 25 novembre per questa ricorrenza è perché in questa data delle donne hanno subito una violenza

Nello specifico l’hanno subita le sorelle Mirabal, attiviste politiche che sono state massacrate per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo, un crimine diventato tristemente “simbolico” per modalità e contesto in cui è stato compiuto. 

Il 25 novembre del 1960 nella Repubblica dominicana mentre Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal stavano andando a far visita ai loro mariti in prigione (detenuti politici perché, come loro, erano oppositori del regime), furono bloccate e rapite sulla strada da agenti del Servizio di informazione. Furono portate in un luogo nascosto nelle vicinanze e furono stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. 

Nel 1981, durante il primo incontro femminista latinoamericano e caraibico a Bogotà, in Colombia, fu deciso di celebrare il 25 novembre come la Giornata internazionale della violenza contro le donne

Dieci anni dopo, nel 1991, il Center for Global Leadership of Women (CWGL) avviò la Campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, proponendo attività dal 25 novembre al 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani. 

Nel 1993 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione per l’eliminazione della violenza contro le donne ufficializzando la data scelta dalle attiviste latinoamericane. 

Da allora, si sono moltiplicate le iniziative per aumentare la sensibilizzazione sul tema.

E perché si parla proprio di violenza contro le donne?

Anche gli uomini subiscono violenze, no?

Sì, le donne però sono la stragrande maggioranza delle vittime delle violenze di genere, ovvero tutti gli abusi, che siano psicologici, fisici o sessuali che riguardano tutte le persone discriminate in base al genere.

Rientrano, quindi, in questa forma di violenza anche i reati persecutori come lo stalking, le molestie, le aggressioni, lo stupro e chiaramente il femminicidio, che si chiama così e non semplicemente “omicidio” perché il crimine è stato compiuto su una donna da parte di un uomo proprio per il fatto di essere donna.

Nel nostro paese viene uccisa una donna ogni 72 ore, la metà per mano dei partner. Quest’anno sono state compiute 4.416 violenze sessuali (il 9% in più rispetto all’anno scorso) e il 92% delle vittime era donna (fonte: Direzione centrale della polizia criminale).

Eppure, sempre nel nostro Paese, non esiste una legge che inasprisca le pene per chi commette atti discriminatori o violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, o sull’identità di genere: i cosìddetti crimini di odio contro persone per il solo fatto di appartenere a un determinato gruppo sociale.

La violenza di genere non è solo il femminicidio o lo stupro: questi gesti sono solo la punta dell’iceberg. Ad alimentare ogni giorno una possibile violenza ci sono i ricatti emotivi, gli insulti, le minacce, il disprezzo, le battute sessiste, il catcalling, l’umiliazione, la svalutazione, la colpevolizzazione, il controllo, la gelosia ossessiva.
È proprio di tutto questo che dovremmo parlare non solo oggi, ma sempre, perché siamo noi con il nostro modo di parlare e di comportarci nei confronti delle donne, il problema: sradicare la violenza sulle donne e la disparità di genere dev’essere per noi un obiettivo principale!


member

Greta Volpi

Contributor TerraBlog

Greta dà voce alla sua passione per la sostenibilità ambientale e sociale creando contenuti per il web e per i social e portando avanti progetti ed iniziative di sostenibilità nell’azienda in cui lavora. Ciò che la spinge a dare il proprio contributo per la salvaguardia del Pianeta è la credenza che le azioni di ognuno di noi, se sommate a quelle degli altri, possono generare un impatto positivo enorme.

Leave your comment