Piante dunali: cosa sono e perché sono importanti?

Quando si va in spiaggia può capitare di imbattersi in alcune piante che crescono nella sabbia. Molte persone pensano che siano erbacce e che quindi vadano estirpate, quando in realtà sono importantissime.

La vegetazione dei litorali, che nell’insieme si definisce vegetazione psammofila (che cresce sulla sabbia) riveste un ruolo fondamentale nell’edificazione, stabilizzazione ed evoluzione geomorfologica dei sistemi dunali costieri. 

Le specie vegetali che popolano la fascia costiera mostrano adattamenti legati alle caratteristiche ambientali locali.

Le piante più vicine al mare sono più piccole e sono quelle che vanno a colonizzare per prime l’ambiente. Più ci si sposta verso l’interno e più le piante aumentano di grandezza arrivando ad essere dei veri e propri alberi come il ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus) e il pino marittimo (Pinus pinaster).

Grandi o piccole che siano, le piante dunali hanno importanti funzioni: trattenere la sabbia, evitando l’erosione costiera, proteggere la costa e la vegetazione retrostante dal vento che soffia dal mare ed essere l’habitat di molti animali vertebrati e invertebrati.

Le specie vegetali che vivono sulla sabbia sono ben adattate a vivere in ambienti aridi, ad alte temperature e ad alte concentrazioni di sale e, date le condizioni estreme, sono ben poche.

Molte di queste piante hanno radici molto profonde per raggiungere l’acqua dolce in profondità e questo permette di trattenere meglio anche la sabbia, altre invece hanno radici che si estendono più in senso orizzontale per raccogliere il più possibile l’acqua piovana. 

I germogli sono posti solitamente a diverse altezze affinché non vengano seppelliti dalla sabbia, le foglie sono carnose per accumulare acqua e hanno sistemi che riducono al minimo la traspirazione, per non disperdere troppa acqua.

Tra le piante pioniere che colonizzano la prima parte della duna ci sono il ravastrello (Cakile maritima), il vilucchio marittimo (Calystegia soldanella) e la nappola italiana (Xanthium italicum). Una pianta dal fiore vistoso ma che è a rischio in alcuni luoghi perché la gente lo estirpa per portarlo a casa è il giglio di mare (Pancratium maritimum).

Anche se spesso sono i piccoli, i fiori delle piante dunali accolgono gli insetti impollinatori, quali api e bombi. 

Altri invertebrati presenti sono le pimelie (Pimelis sp.) ma anche farfalle e falene come la sfinge dell’euforbia (Hyles euphorbiae) e il suo coloratissimo bruco.

Come dice il nome, questo lepidottero vive sulla pianta dell’euforbia (Euphorbia sp.), pianta diffusa sulle dune e di cui il bruco si nutre.

Il fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo uccello a rischio estinzione che usa la vegetazione dunale per nascondersi e sfuggire ai predatori. 

Questo animale nidifica sulle spiagge e i piccoli, quando non sono ancora in grado di volare, si rifugiano tra gli steli e le foglie delle piante e, anche grazie al loro colore molto simile a quello della sabbia, diventano quasi invisibili.

Come detto all’inizio, quelle che possono sembrare semplici erbacce sono in realtà un piccolo grande ecosistema dalle funzioni molto importanti. 

Ciò che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per tutelarle è avere attenzione di non calpestarle, non metterci sopra l’asciugamano e, infine, non portarle a casa.

Photo Credits : Matteo Ferretti Fotografo etico di fauna selvatica e di paesaggi


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Francesca Trenta

Contributor TerraBlog

Laureata in Tutela e Benessere Animale e in Biologia Marina. Dal 2016 si occupa di fare ricerche sulla fauna selvatica e di divulgazione, sia tramite i canali social che con incontri in presenza.

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